Migranti, educazione e spirito missionario

La terra è la nostra casa comune e tutti siamo fratelli

“Non si tratta solo di migranti”

I migranti sono innanzi tutto persone umane, ma oggi sono anche diventati il simbolo di tutti gli scartati della società dell’indifferenza globalizzata. Il perpetuarsi della distinzione tra “loro” e “noi”, fra i nostri problemi e i loro problemi, le loro aspirazioni e le nostre aspirazioni, non ha più senso. 

Siamo chiamati ad essere Chiesa a servizio di un’umanità ferita, che significa essere Chiesa missionaria. Animati e sostenuti dall’amore che Dio in Cristo Gesù ci partecipa siamo convocati a riconoscere i migranti e tutti gli altri poveri quali persone, figli amati da Dio Padre. Anche a loro lo Spirito Santo dona parole che ci dischiudono il mistero dell’uomo nell’incontro con l’Altro. A noi la responsabilità dell’ascolto e l’impegno a costruire insieme a loro il nostro domani, di Chiesa e di società civile.

Dal 2013 il nostro Centro si caratterizza per la missione tra i popoli e per i migranti. Ha dato vita a corsi di informazione che in breve si sono trasformati in occasioni di incontro tra italiani e persone emigrate da vari paesi, con lingue, religioni e culture diverse. Momenti di riflessione, di condivisione ed anche di “festa di popoli” dove i canti, i balli e i diversi gusti dei cibi preparati hanno accumunato e prospettato un cammino di futuro.  

Negli ultimi mesi, in associazione all’ISE (Istituto Studi Ecumenici) di Venezia, abbiamo lavorato per la costruzione di un nuovo percorso laboratoriale sul dialogo interreligioso, che possa diventare esperienza concreta di incontro e scambio con persone di provenienze geografiche, culturali e religiose differenti.

I temi legati alla fede racchiudono d’altronde valori, significati, espressioni culturali radicate che guidano la persona e ne orientano i comportamenti, le relazioni e le scelte.

Aprirsi, in questo senso, ad un’esperienza di scoperta ed esplorazione di questi aspetti, significa sviluppare chiavi di lettura che promuovano la comprensione, il rispetto e l’educazione al valore della interreligiosità.

Considerata che è sempre più frequente l’incontro con persone che si riconoscono in religioni diverse da quella cristiana, la proposta è aperta a tutti quei fedeli laici che avvertono l’importanza di aprirsi ad un dialogo più profondo con queste persone.

Il percorso “Il Dialogo in cui credo”, rivolto a frati e laici, partirà il 16 settembre prossimo, ed è stato strutturato attraverso l’intreccio di tre diverse parti, coerenti e complementari.

 

Se vuoi approfondire le notizie sul tema puoi sempre consultare il nostro blog.

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