Migranti, educazione e spirito missionario

La terra è la nostra casa comune e tutti siamo fratelli

“Non si tratta solo di migranti”

I migranti sono innanzi tutto persone umane, ma oggi sono anche diventati il simbolo di tutti gli scartati della società dell’indifferenza globalizzata. Il perpetuarsi della distinzione tra “loro” e “noi”, fra i nostri problemi e i loro problemi, le loro aspirazioni e le nostre aspirazioni, non ha più senso. 

L’inaspettato arrivo della pandemia Corona-virus, che ci ha pesantemente colpiti, ha anche gridato che «in tutte queste dimensioni di sofferenza non c’è alcuna differenza: italiani o stranieri, tutti soffrono allo stesso modo».

Prendiamone atto, ci troviamo di fronte ad una emergenza culturale che richiede un intervento strutturato e di lungo periodo. Abbiamo il diritto di proporre una cultura “nuova” fatta di incontro, di ricerca solidale del bene comune, di custodia dei beni della terra, di lotta condivisa alla povertà. A livello ecclesiale, quindi non solo per motivi sociologici e morali, accettiamo di venire invitati ad un rinnovato spirito missionario. Senza di esso ogni riflessione sul fenomeno migratorio che caratterizza l’umanità all’inizio del terzo millennio e ogni progettazione perdono contenuto e senso.

Siamo chiamati ad essere Chiesa a servizio di un’umanità ferita, che significa essere Chiesa missionaria. Animati e sostenuti dall’amore che Dio in Cristo Gesù ci partecipa siamo convocati a riconoscere i migranti e tutti gli altri poveri quali persone, figli amati da Dio Padre. Anche a loro lo Spirito Santo dona parole che ci dischiudono il mistero dell’uomo nell’incontro con l’Altro. A noi la responsabilità dell’ascolto e l’impegno a costruire insieme a loro il nostro domani, di Chiesa e di società civile.

Dal 2013 il nostro Centro si caratterizza per la missione tra i popoli e per i migranti. Ha dato vita a corsi di informazione che in breve si sono trasformati in occasioni di incontro tra italiani e persone emigrate da vari paesi, con lingue, religioni e culture diverse. Momenti di riflessione, di condivisione ed anche di “festa di popoli” dove i canti, i balli e i diversi gusti dei cibi preparati hanno accumunato e prospettato un cammino di futuro.  Ecco qui  le date che proponiamo per il  2020 – 2021 dell’“ascolto attivo”.

Se desideri riceve altre notizie scrivi a referentemigranti@fratiminori.it